Le prime righe di un articolo decidono se chi legge resta o torna ai risultati di Google. Introduzione per il blog scrive proprio quelle righe, partendo dal titolo del post e da una breve nota su cosa tratta e a chi si rivolge.
L'apertura parte dalla situazione concreta del lettore, un problema, una domanda o un obiettivo, poi spiega in poche parole perché conta e cosa troverà più sotto. Se nel brief indichi una parola chiave, compare una sola volta nelle prime due frasi, dentro una frase naturale. Ottieni da 60 a 120 parole in uno o due paragrafi brevi, senza titoletti né elenchi puntati, pronte da incollare sopra la prima sezione.
Visto che nasce dalla tua descrizione, l'introduzione non annuncia consigli, dati o sezioni che l'articolo non contiene. Fa parte della famiglia Blog e articoli e si colloca tra la Scaletta per il blog e la Sezione di articolo quando costruisci il post un pezzo alla volta.
Cosa ottieni
- Un'introduzione di 60-120 parole, in uno o due paragrafi brevi
- Una prima frase sulla situazione del lettore, non una definizione da manuale
- La parola chiave usata una sola volta nelle prime due frasi, se la indichi nel brief
- Un'anticipazione chiara di cosa tratta il post, legata ai punti che hai descritto
- Paragrafi semplici, senza titoletti né elenchi, che si incollano in qualsiasi editor
Cosa compili
- Titolo del post obbligatorio
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Es. 7 modi per ridurre gli sprechi in un piccolo ristorante
- Di cosa parla il post e a chi si rivolge obbligatorio
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Indica il problema principale del lettore, l'introduzione parte da lì.
Come si usa, passo dopo passo
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Scrivi il titolo del post
Usalo così come comparirà nella pagina. Se non l'hai ancora scelto, parti dal Generatore di titoli.
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Descrivi l'articolo e chi lo legge
Elenca i punti principali e indica il lettore con il suo problema, perché l'apertura parte da lì. Metti la parola chiave tra virgolette.
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Scegli lingua, tono e quante versioni vuoi
Si impostano sotto il modulo. Con due o tre risultati confronti più aperture affiancate.
-
Genera e confronta con l'articolo
Controlla che il post mantenga ogni promessa dell'introduzione, poi ritocca la prima frase per farla suonare con la tua voce.
Esempio, input e risultato
Input
- title
- 7 modi per ridurre gli sprechi in un piccolo ristorante
- description
- Per titolari di ristoranti e trattorie. Tratta porzioni, rotazione delle scorte e formazione del personale. La parola chiave principale è «ridurre gli sprechi alimentari»
Risultato
In questa guida trovi sette interventi pratici, dalle porzioni alla rotazione delle scorte fino al modo in cui formi il personale, per capire dove nasce lo spreco nella tua cucina e da cosa conviene cominciare.
Esempio illustrativo scritto dalla redazione per mostrare il formato atteso.
Consigli per risultati migliori
- Pensa a un lettore preciso, non a un pubblico. «Chi gestisce una trattoria di quartiere» dà all'apertura una persona a cui parlare.
- Indica solo i punti che l'articolo tratta davvero, perché l'introduzione anticipa esattamente quello che le dai.
- Se il post è già scritto, incolla i suoi titoletti, così l'apertura segue la stessa struttura.
Chi lo usa, e per cosa
Blogger con le bozze ferme
Incolla titolo e titoletti di ogni bozza rimasta a metà e supera lo scoglio del primo paragrafo.
Copywriter di agenzia con più clienti
Imposta il tono di ciascun cliente e consegna due aperture per articolo, entrambe fedeli al brief.
Titolare che rinfresca un vecchio post
Sostituisce un'introduzione datata che fa scappare i lettori, senza toccare il resto del testo.
Chi cura la SEO di un sito
Mette a confronto l'apertura attuale con una che usa la parola chiave una volta, presto e in modo naturale.
Limiti e buone pratiche
- Scrive solo l'apertura. Per il finale usa la Conclusione per il blog.
- Non aggiunge statistiche, citazioni o fonti. Un dato che vuoi nella prima riga va scritto nel brief, con la sua fonte.
- I segnaposto come [nome del ristorante] indicano un dettaglio mancante, da completare prima di pubblicare.
Domande frequenti
Come si scrive una buona introduzione per un articolo?
Dice al lettore, con parole sue, quale problema risolve il post e cosa ottiene continuando a leggere. È breve, evita gli attacchi generici come le definizioni o «al giorno d'oggi» e promette solo quello che l'articolo mantiene. Lo strumento segue queste regole e resta tra le 60 e le 120 parole.
Quanto è lunga l'introduzione?
Tra 60 e 120 parole, in uno o due paragrafi brevi. Bastano per presentare il problema e anticipare il contenuto, lasciando visibile il primo titoletto anche da smartphone. La lunghezza massima che imposti è un tetto, non un obiettivo da riempire.
La parola chiave entra nell'introduzione?
Sì, se la scrivi nella descrizione. Mettila tra virgolette e lo strumento la inserisce una volta nelle prime due frasi, dentro una frase naturale. Non la ripete, perché una menzione all'inizio basta e le ripetizioni rendono l'apertura faticosa da leggere.
Posso scrivere l'introduzione prima dell'articolo?
Sì. Servono solo il titolo e una descrizione di cosa tratterà il post. Quando l'articolo è finito, verifica che mantenga tutto quello che l'apertura promette e generane una nuova se nel frattempo il contenuto è cambiato.
Funziona anche per blog in inglese o in altre lingue?
Sì. Scegli la lingua di uscita nelle impostazioni e l'introduzione viene scritta in quella lingua, anche se titolo e brief sono in italiano. I nomi di marchi e prodotti restano come li hai scritti.
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