Di Infinithink Studio · 29 ottobre 2026
Gli errori grammaticali comuni nei testi di lavoro sono quasi sempre gli stessi, e quasi mai dipendono dal fatto che chi scrive non conosce la grammatica. Nascono dalla fretta, dalla tastiera, da abitudini prese a scuola o in chat. Un apostrofo di troppo in un preventivo, un "perchè" in una mail al direttore, un "gli" rivolto a una cliente. Nessuno di questi errori cambia il significato, ma il lettore li nota, e un testo con tre refusi sembra scritto con meno cura di quanta ce ne sia davvero.
Qui trovi gli errori che compaiono più spesso in email, offerte, relazioni e verbali, raccolti per tipo. Per ognuno c'è la forma sbagliata, quella giusta e la regola in una riga. Alla fine trovi un'email completa prima e dopo la correzione e un metodo per trovarli prima che li trovi il cliente.
Apostrofi e troncamenti
Qual è, senza apostrofo
«Qual'è il termine di consegna?» → «Qual è il termine di consegna?» «Qual» è un troncamento, non un'elisione, perché esiste anche da solo, e il troncamento non vuole l'apostrofo. Vale anche per «qual era». La spiegazione completa è nella scheda della grammatica Treccani.
Un po', con l'apostrofo
«Mi serve un pò di tempo» → «Mi serve un po' di tempo». «Po'» è «poco» accorciato, ed è una delle rare parole tronche che vogliono l'apostrofo. L'accento è sempre sbagliato.
Un altro, un'altra, un ulteriore
«Le invio un'altro file» → «Le invio un altro file». Davanti a una parola maschile «un» non si apostrofa mai. L'apostrofo c'è solo al femminile, dove cade la a di «una». Quindi un altro controllo e un'altra verifica, un ulteriore sconto e un'ulteriore proroga.
D'accordo e ce n'è
«Siamo daccordo» → «Siamo d'accordo». «Di copie c'è ne una sola» → «Di copie ce n'è una sola». «D'accordo» si scrive staccato con l'apostrofo, e in «ce n'è» l'apostrofo va su «ne», che si unisce a «è».
Accenti
Perché, poiché, affinché con l'accento acuto
«Perchè il server era fermo» → «Perché il server era fermo». Le parole composte con «che» finiscono con una e chiusa e vogliono l'accento acuto, come perché, poiché, affinché, benché. Sulla tastiera italiana la é si ottiene con Maiusc più il tasto è.
Né con l'accento, ne senza
«Non è arrivata la fattura ne il documento di trasporto» → «Non è arrivata la fattura né il documento di trasporto». La congiunzione negativa «né» vuole l'accento acuto. Il pronome «ne», come in «ne abbiamo ricevute due», non lo vuole.
Dà con l'accento, fa e sta senza
«Il fornitore ci da conferma entro venerdì» → «Il fornitore ci dà conferma entro venerdì». «Dà», voce del verbo dare, vuole l'accento, che la distingue dalla preposizione «da». Fa, sta, va, qui, qua e su invece l'accento non lo vogliono mai, quindi «stà» e «fà» sono errori.
È maiuscola, non E'
«E' stato approvato il budget» → «È stato approvato il budget». L'apostrofo non sostituisce l'accento. Su Windows la È si scrive con Alt+0200, e molti programmi di videoscrittura la correggono da soli se attivi la correzione automatica.
Verbi, congiuntivo e periodo ipotetico
Il congiuntivo dopo penso, credo, ritengo
«Penso che è la soluzione giusta» → «Penso che sia la soluzione giusta». Dopo i verbi di opinione e di dubbio si usa il congiuntivo.
Se avessi, non se avrei
«Se avrei avuto i dati, avrei chiuso il report» → «Se avessi avuto i dati, avrei chiuso il report». Nella frase introdotta da «se» va il congiuntivo, il condizionale sta nella principale.
Qualora, tutto attaccato
«Qual'ora non riceviate la merce» → «Qualora non riceviate la merce». «Qualora» è una parola sola e vuole il congiuntivo.
Pronomi e concordanze
Le, non gli, quando scrivi a una donna
«Ho sentito la cliente e gli ho mandato l'offerta» → «Ho sentito la cliente e le ho mandato l'offerta». «Gli» vale «a lui», per «a lei» si usa «le». Lo stesso vale con il Lei di cortesia, «le auguro buon lavoro», chiunque sia il destinatario.
Si sono verificati, non si è verificato
«Si è verificato alcuni problemi di accesso» → «Si sono verificati alcuni problemi di accesso». Il verbo si accorda con il soggetto, qui «alcuni problemi», plurale, anche quando il soggetto arriva dopo il verbo.
Parole e locuzioni
Piuttosto che non vuol dire oppure
«Possiamo sentirci martedì piuttosto che mercoledì», se ti vanno bene tutti e due i giorni → «Possiamo sentirci martedì oppure mercoledì». «Piuttosto che» esprime una preferenza, e chi legge capirà che preferisci martedì. L'Accademia della Crusca sconsiglia l'uso come «oppure» proprio per l'ambiguità che crea.
Avallare, con una v
«Il direttore ha avvallato la proposta» → «Il direttore ha avallato la proposta». «Avallare» vuol dire garantire, approvare. «Avvallare» vuol dire far sprofondare, e in un verbale fa un certo effetto.
I file, non i files
«Le allego i files richiesti» → «Le allego i file richiesti». Le parole straniere entrate stabilmente nell'italiano restano invariate al plurale, quindi i file, le email, i report.
Un esempio, la stessa email prima e dopo
Gli errori raramente arrivano da soli. Ecco il riepilogo di una riunione mandato al gruppo di lavoro, scritto di corsa a fine giornata.
Prima
Ciao a tutti, vi giro il riepilogo della riunione con il fornitore. Si è verificato dei ritardi nelle consegne di ottobre e non abbiamo ricevuto ne le bolle ne le fatture. Il fornitore ci da una nuova data entro venerdì e il direttore ha già avvallato lo sconto proposto. Se avrei saputo prima dei ritardi, avrei chiesto subito i files con le date. Per fare il punto possiamo vederci martedì piuttosto che mercoledì. Qual'è il giorno migliore per voi?
Dopo
Ciao a tutti, vi giro il riepilogo della riunione con il fornitore. Si sono verificati dei ritardi nelle consegne di ottobre e non abbiamo ricevuto né le bolle né le fatture. Il fornitore ci dà una nuova data entro venerdì e il direttore ha già avallato lo sconto proposto. Se avessi saputo prima dei ritardi, avrei chiesto subito i file con le date. Per fare il punto possiamo vederci martedì oppure mercoledì. Qual è il giorno migliore per voi?
Nove errori in sei frasi, e il messaggio si capisce lo stesso. Ma con «piuttosto che» qualcuno potrebbe pensare che martedì sia già deciso, e «avvallato» in un riepilogo che leggerà anche il direttore non passa inosservato. Nessuno dei nove è difficile. Sono errori che si vedono rileggendo con un metodo.
Come trovarli prima che li trovi il cliente
- Cerca le forme sbagliate più frequenti. Con la funzione Trova del programma cerca «perchè», «qual'», «pò», «E'», «stà» e «files». Ci vuole un minuto e copre una buona parte degli errori di questa pagina.
- Rileggi per tipo, non per frase. Una passata solo sugli apostrofi e gli accenti, una sui verbi dopo «se» e «penso che», una sulle concordanze. Cercare un errore alla volta è più facile che cercarli tutti insieme.
- Leggi ad alta voce le frasi lunghe. Se ti manca il fiato a metà frase, è lì che di solito si nasconde un verbo che non si accorda con il soggetto.
- Passa il testo a un correttore che spiega le modifiche. Un correttore che restituisce il testo corretto più l'elenco di ogni intervento ti fa controllare tutto in un posto. Nella guida sul correttore grammaticale online trovi il metodo completo.
- Tieni un elenco dei tuoi errori. Ognuno ha i suoi due o tre ricorrenti. Scritti su un foglio accanto al monitor, con il tempo smettono di comparire.
Correggere gli errori comuni con Infinithink
Lo strumento Correzione di bozze è pensato proprio per questi casi. Incolli il testo e ricevi il testo corretto per intero, l'elenco numerato di ogni modifica nella forma originale → correzione con il motivo, e fino a tre suggerimenti di stile tenuti separati. Corregge ortografia, grammatica, punteggiatura, concordanze e refusi, compresi gli errori che sfuggono a molti, come «qual è» con l'apostrofo, «un po'» con l'accento o «perché» con l'accento grave. Non cambia la tua voce e non verifica fatti, cifre o date, che restano da controllare a te.
Se il testo è corretto ma pesante, il Miglioramento del testo taglia ripetizioni e formule da ufficio e spiega le modifiche principali. Entrambi gli strumenti si usano già con il piano Free, gratuito e senza carta di credito. Cosa aggiungono i piani a pagamento lo trovi nella pagina dei prezzi.
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Domande frequenti
Si scrive qual è o qual'è?
Qual è, senza apostrofo. «Qual» è una forma tronca che esiste anche da sola, e il troncamento non si segna con l'apostrofo.
Si dice se avrei o se avessi?
Se avessi. Nella frase introdotta da «se» va il congiuntivo, «se avessi tempo», mentre il condizionale sta nella frase principale, «lo farei».
Si può usare piuttosto che al posto di oppure?
Meglio di no. «Piuttosto che» indica una preferenza, e usarlo come «oppure» rende la frase ambigua, soprattutto nei testi di lavoro dove le alternative contano.
Perché si scrive con l'accento acuto o grave?
Con l'accento acuto, perché. Lo stesso vale per poiché, affinché, benché e per la congiunzione né. L'accento grave va invece su è, voce del verbo essere.
Contenuto informativo, questo articolo non costituisce consulenza legale o professionale. Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione e possono cambiare.